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Parallelamente al varo del “Nuovo sistema di Formazione Continua in Medicina”, gli USA continuano a interrogarsi su come prevenire la “contaminazione” della Continuing Medical Education (CME) da parte dell’industria. Ecco le sette proposte di Morris e Taitsman per consentire alle autorità governative di proteggere l’integrità della CME, assicurandone obiettivi esclusivamente educazionali, senza alcuna possibilità di essere strumentalizzata a fini commerciali. Sfide ardue, ma non impossibili!
N Engl J Med 2009;361:2478-2482

Lisa Bero et coll. analizzano 123 studi utilizzati dalla Food and Drug Administration (FDA) per l’approvazione pre-marketing di 78 dispositivi cardiovascolari (DCV) di classe III, quelli che richiedono la valutazione più rigorosa del profilo di efficacia/sicurezza. Solo il 27% degli studi erano randomizzati e ancora meno in cieco (14%); nella metà dei casi lo studio aveva un gruppo di controllo, ma un terzo dei controlli erano storici; nel 90% degli studi l’end-point primario era surrogato e nel 80% c’erano discrepanze numeriche tra i pazienti arruolati e quelli analizzati. Infine, due terzi dei DCV erano approvati sulla base di un singolo studio! Ma le autorità regolatorie non dovrebbero agire sempre nell’interesse dei pazienti e della sanità pubblica?
JAMA 2009;302:2679-2685

Ferket et coll. analizzando con lo strumento AGREE, 27 linee guida (LG) sulla prevenzione cardiovascolare (CV), documentano che 17 hanno uno score AGREE elevato e solo 16 dichiarano i conflitti di interesse. Inoltre, nelle LG di elevata qualità, solo le raccomandazioni sul rischio CV totale e sulla dislipidemia includono modelli predittivi che integrano multipli fattori di rischio, mentre le altre raccomandazioni si focalizzano sui fattori di rischio singoli. Inoltre, tra le diverse LG non c’è consenso su: popolazioni target, soglie terapeutiche e test di screening. Tali differenze si riflettono sulla pratica clinica e sull’allocazione delle risorse tra i numerosi interventi di prevenzione. Nell’editoriale Smith analizza le discrepanze e lancia nuove sfide nella produzione di LG sulla prevenzione CV.
Arch Intern Med 2010;170:27-40




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